È uno degli indumenti più ricercati dalla sposa nel giorno delle nozze, oltre a rappresentare per molte coppie legate alla tradizione l’oggetto di un rituale ben preciso. Stiamo parlando della giarrettiera, un accessorio che è entrato a pieno titolo nell’outfit di ogni sposa che si rispetti.

Nessuno potrebbe immaginare, però, che la giarrettiera nasca come indumento maschile! Già nell’800 d.C. se ne parla descrivendo l’abbigliamento di Carlo Magno come dell’accessorio in grado di sostenere le calze del re. A questo indumento è abbinato anche il principale ordine cavalleresco inglese, l’Ordine della Giarrettiera, appunto.

In passato erano diversi i riti beneauguranti legati a questo indumento. Se una superstizione diffusa nel XIV secolo voleva come amuleto portafortuna un pezzetto del vestito della sposa, nel XVII secolo la tradizione si evolve e vede gli invitati celibi impegnati ad accaparrarsi la giarrettiera della sposa per poi fissarla al loro cappello. Fortuna o no, la sposa rischiava comunque di vedere distrutto il suo bell’abito a fine serata. Forse è anche per questo motivo che nel corso dei secoli le tradizioni legate alla giarrettiera si sono notevolmente ridimensionate.

Come in alcune regioni si assiste al taglio della cravatta dello sposo, così accadeva  che, secondo un’usanza in voga nella nobiltà di un tempo, la giarrettiera fosse ridotta dal marito in piccoli pezzi e distribuita agli invitati.
Decisamente in disuso e sempre più inopportuno il tradizionale lancio della giarrettiera che vede lo sposo impegnato a sfilare l’indumento e a lanciarlo, una volta compiuta la prodezza, agli amici ancora celibi. L’uomo che riesce ad accaparrarsi il fortunato oggetto dovrà conservarlo fino a quando non incontrerà la donna della sua vita. A meno che non amiate stare al centro dell’attenzione meglio evitare situazioni come questa, limitatevi al più tranquillo e beneaugurante lancio del bouquet alle vostre amiche nubili.